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Quando viene utilizzato un impianto geotermico?
Un impianto geotermico viene utilizzato per ottenere energia che permette di scaldare in inverno, raffrescare in estate e produrre contemporaneamente acqua calda.
In questo modo con un unico dispositivo ad alta efficienza è possibile coprire il 100% del fabbisogno termico di un edificio.
Perché parliamo di un’energia veramente gratuita e rinnovabile?
L’energia prodotta dal terreno è totalmente gratuita ed è inesauribile. Questa esiste allo stato naturale nel suolo e viene regolarmente rinnovata dall’apporto del vento, del sole e della pioggia. Il riscaldamento geotermico rappresenta quindi una possibilità economica ed efficace di sfruttare l’energia rinnovabile prodotta dalla terra. Per 4 kW necessari al vostro riscaldamento ne viene pagato solamente 1, cioè il KW utilizzato dalla pompa di calore elettrica per inviare 4 KW di calore termico dal suolo all’edificio.
Si, l’ unica condizione richiesta e' che vi sia lo spazio per le perforazioni e quindi che la macchina trivellatrice possa accedere al sito.
Il riscaldamento tramite geotermia si adatta bene sia alle costruzioni nuove che alle ristrutturazioni e quindi sia ad un riscaldamento a termosifoni che a pavimento. Nel caso in cui si mantengano i termosifoni sarà sufficiente dimensionare il sistema preesistente per acqua a bassa temperatura.
Si, qualunque contesto abitativo che richieda climatizzazione può essere servito da un impianto geotermico. Il dimensionamento di un impianto e del relativo scambiatore deve essere opportunamente valutato in fase progettuale in modo da non sovradimensionare ( costo esagerato) o sottodimensionare (poca resa dell'impianto). Naturalmente in un contesto in cui cresca la quantità di posa, si generano effetti di economie di scala che abbassano il costo unitario.
La tempistica viene valutata di volta in volta in base alla complessità, ma si può parlare di un tempo massimo di una settimana per impianti di medie dimensioni.
Poichè la pompa di calore geotermica consuma energia elettrica, l'abbinamento ad un impianto fotovoltaico rappresenta la soluzione ideale che puo' rendere autosufficienti al 100%. L'integrazione con il solare termico va valutata caso per caso dal momento che già la geotermia assicura la produzione dell'acqua calda sanitaria ad un costo molto esiguo.
Che cos’ è l’ entalpia e che differenza esiste tra geotermia e geotermia a bassa entalpia?
Il termine entalpia definisce la quantità di energia che un sistema termodinamico può scambiare con l’ambiente. Nell'ambito della geotermia tradizionale, di solito, si parla di impianti di grandi dimensioni situati in aree di attività vulcanica presente. Con il termine geotermia a bassa entalpia, si individuano le attività connesse alla realizzazione di impianti per il riscaldamento ed il raffrescamento degli ambienti, che utilizzano il calore terrestre o delle falde acquifere, pur non avendo a che fare con temperature di esercizio elevate come quelle proprie della geotermia tradizionale.
Di che risparmio parliamo con l’utilizzo di un impianto geotermico?
I risparmi legati ad un impianto di riscaldamento geotermico sono certamente reali visto che il sistema per funzionare necessita dell’energia gratuita del terreno. Per convincersene è sufficiente confrontare i costi di consumo con le diverse fonti di energia disponibili: gasolio, metano, GPL e geotermia. In linea generale il risparmio realizzato è di circa il 60% rispetto agli altri sistemi di riscaldamento.
Attualmente la normativa italiana ha introdotto con la Legge Finanziaria per il 2008 e rinnovato anche per quest’anno, gli stessi sgravi fiscali concessi per il solare termico e la sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per edifici già esistenti. I costi di realizzazione dell'impianto sono pertanto detraibili del 55%.
Considerando che l'impianto è suddiviso in due elementi (scambiatore e pompa di calore), bisogna essere consapevoli delle necessità di installazione di entrambi. Per la pompa di calore, che è un elettrodomestico assimilabile per dimensioni ad un frigorifero, va previsto un apposito spazio. Uno spazio idoneo raggiungibile dallo scambiatore attraverso l'involucro edilizio può essere facilmente trovato in molti contesti abitativi. Per lo scambiatore di calore a terreno, invece, la posizione è senz'altro esterna all'involucro (anche se esistono tipologie annegate nelle fondamenta). Non vi sono normalmente particolari vincoli all’ installazione, a parte quelli derivati dalla cantierabilità dell'installazione stessa.
L’impianto geotermico può scaldare anche una piscina?
Si, un impianto geotermico permette di scaldare una piscina con un impianto dedicato, oppure utilizzando la pompa di calore dell'abitazione per aumentare o mantenere la temperatura della piscina nelle mezze stagioni, cioè quando la pompa di calore non e' impegnata a produrre caldo o freddo per il confort ambientale.
La risposta è positiva. I sensori geotermici possono essere posati in qualsiasi terreno e il sistema di captazione può essere anche posto al di sotto di zone di passaggio sempre che non asfaltate o ricoperte da materiali duri. Con la giusta profondità, i sensori geotermici possono essere posizionati in zone di passaggio dove transitano anche mezzi pesanti.